Jewellery designer Cristina Fava

L’intervista. Jewellery designer Cristina Fava

by Sebastiano Bazzichetto

VENEZIA – Tra borse, guanti, cappelli, un tempo ventagli e ombrellini parasole (nel futuro chissà quali altri oggetti), tra scarpe, cinture e calze, il catalogo degli accessori non fa altro che espandersi ed espandere il guardaroba di chi fa del vestiario un esercizio estetico, di forma e spesso di contenuto.

Nella moltitudine dei potenziali accessori, primeggiano sovrani i gioielli: perle, pietre preziose, tagliate, lavorate, smussate, incastonate, sono la chiave per arricchire l’outfit di  una giornata in campagna o un aperitivo vista mare.

Il fascino non sta solo nel gioiello in sé ma anche, e soprattutto, in chi questi preziosi ornamenti li disegna e li crea. Certo, un lavoro come quello dell’orafo ha origini antichissime che si perdono nella notte dei tempi, ma al giorno d’oggi l’arte orafa ha saputo venire a patti con le necessità del mondo contemporaneo, della richiesta di praticità senza rinunciare all’unicità artigianale.

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Cristina Fava © 2018

E chi ha saputo coniugare design moderni, originalità e tradizione è senza dubbio Cristina Fava che abbiamo incontrato per questa intervista sul suo lavoro di designer di gioielli.

Cara Cristina, dicci un po’ di te: dove sei nata, dove vivi e lavori.
Sono nata  più o meno 30 anni fa (ride) a Treviso, una splendida cittadina veneta in cui vivo e lavoro.

Una domanda forse un po’ ovvia ma necessaria: cosa fai nella vita?
Da circa tre anni disegno e creo gioielli, o meglio, ‘sculture ornamentali’ che hanno l’obbiettivo di donare alle donne femminilità, eleganza e raffinatezza.

Schermata 2018-06-24 alle 17.40.47

Orecchini farfalla di Cristina Fava © 2018

Come nasce questa passione? Raccontaci un po’ la tua storia.
Direi che non c’è stato un vero e proprio evento che ha cambiato la mia vita.
Prima lavoravo nell’azienda di famiglia, un lavoro d’ufficio, chiusa in quattro mura che hanno iniziato a farmi soffrire un po’ di ‘claustrofobia’, soprattutto creativa.
Ho quindi sentito il bisogno di trovare la mia strada.
Fin da piccola amavo creare braccialetti, orecchini e così ho deciso di inseguire quella mia passione.
Nel 2016 ho frequentato il corso di Design del Gioiello presso il Politecnico di Milano coordinato da Alba Cappellieri e in seguito corsi di oreficeria. Ho avuto l’onore di avere come insegnanti i maestri Stefano Marchetti e Giancarlo Montebello.

Ho cominciato così a creare i miei primi gioielli ispirandomi proprio a quella Natura che mi faceva sentire libera: la rugiada, i fiori, le farfalle.
Molte delle mie creazioni ho voluto però dedicarle al mio bisnonno scultore, Toni Benetton. Credo che un po’ di vena artistica me l’abbia trasmessa lui.

Secondo te, quand’è che la passione diventa un lavoro?
Non saprei. Nel mio caso quando c’è stato abbastanza coraggio per mollare tutto ed investire tempo ed energie in quello che mi piaceva e mi faceva stare bene. E’ stato come sentire una molla dentro di me che è scattata e mi ha portata a dire “devo provarci!”.

Schermata 2018-06-24 alle 17.41.18

Un gioiello scultura di Cristina Fava © 2018

I tuo gioielli si rivolgo ad un pubblico prettamente femminile. Se c’è, qual è la tua cliente tipo?
Non credo di avere una cliente “tipo”. Finora mi è capitata la cliente che acquista un mio gioiello perché catturata semplicemente dal modello, altre perché affascinate anche dall’idea, dalla voglia di poter indossare qualcosa di unico e creato a mano come si faceva una volta.
Le mie creazioni si rivolgono a quelle donne che vogliono sentirsi speciali, vestite con un semplice abito nero ma con addosso un gioiello che le completi.

Schermata 2018-06-24 alle 17.41.59

Le sculture ornamentali di Cristina Fava © 2018

Raccontaci una tua giornata in ambito lavorativo.
La prima cosa che faccio è preparare e spedire eventuali gioielli, carte… scartoffie, gestione dei social, perché nel lavoro anche se è passione ci sono da sbrigare anche quelle faccende meno creative, e poi si inizia! In genere quando inizio a creare difficilmente mi fermo per fare pause, ecco che mi ritrovo a sera, una bella passeggiata in mezzo alla natura per farmi ispirare.

Ed ora un po’ di botte e risposte. Tre parole per descrivere quello che fai.
Determinazione, appassionante, creatività.

Il tuo colore preferito?
L’arancione.

Il tuo cibo preferito?
Il pesce crudo.

Il tuo stilista preferito?
In quanto amante della natura non posso che adorare gli abiti di Luisa Beccaria.

Il tuo libro preferito?
Non ho un libro preferito ma mi piace rileggere “L’Alchimista” di Paulo Coelho. Ogni volta che lo leggo ne traggo sempre qualcosa di nuovo in relazione a quello che sto vivendo in quel determinato periodo.

Ed il tuo film preferito?
Da brava romantica, forse un po’ scontato, “Orgoglio e Pregiudizio”.

Cosa fai nel tempo libero?
Adoro camminare: montagna, laghi, in campagna. Mi piace molto vedere mostre d’arte, una fonte continua di ispirazione. La mia grande passione – una mostra d’arte a cielo aperto, per così dire – è viaggiare, un modo unico ed irripetibile per conoscere, esplorare ed arricchirmi.

Il motto di quest’estate 2018?
Rock’n’roll!


www.cristinafava.com

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