When I am laid in a garden. A conversation with Gianmatteo Malchiodi

by Sebastiano Bazzichetto
[english version below]

TORONTO – Parchi, viali, fontane, giardini. E anche “colore, artigianalità, comfort, istinto e unicità”, come si legge sul suo sito internet. Racchiudere lo spirito di una persona  in una manciata di parole è sempre arduo cimento. Abbiamo incontrato Gianmatteo Malchiodi per scoprire chi si cela dietro l’affascinante volto del gentiluomo di campagna che si occupa di “progettazione di interni e di spazi verdi”. Un amante del bello che trova nella natura e nelle sue forme la realizzazione platonica di un universo al di là di questi terreni confini. 

Gianmatteo Malchiodi © picture from GM's instagram

Gianmatteo Malchiodi © picture from GM’s instagram

Caro Gianmatteo, dove ti collochi nel Bel Paese?

Vivo a Parma e ho una casa in campagna nella pianura piacentina, nella zona al confine con il Parmense, la regione delle cosiddette terre verdiane, quella del film “Novecento” di Bertolucci per intenderci.

Qual è la tua formazione, i luoghi delle tue origini e della tua famiglia?

Ho studiato Interior Design e, ancor prima, Scienze della Comunicazione di cui non potevo che avere il più alto disinteresse. Mi sono formato successivamente con corsi e workshop in Italia ed Inghilterra, soprattutto con la pratica in studio ed in cantiere. I miei luoghi dell’infanzia sono l’Emilia e la sua campagna piatta con le rogge ed i filari di pioppi: tuttora è il paesaggio che mi emoziona di più e che sento più mio. 

Tre aggettivi per descriverti.

Pigro, curioso, generoso.

Gianmatteo Malchiodi © picture from GM's instagram

Gianmatteo Malchiodi © picture from GM’s instagram

Parchi e giardini. Quando e come nasce questa passione, che è anche un lavoro?

Da bambino ho sempre trafficato con le piante e mi ha sempre incuriosito la ricerca e scoperta di quelle che non conoscevo. Passavo le estati in campagna avventurandomi nei dintorni di casa in bicicletta e spesso entravo nei giardini delle case abbandonate a ‘rubare’ talee e semi, oppure citofonavo chiedendo di aprirmi e farmi visitare il giardino, direi, sempre con successo.

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La Foce, Tuscany

Non solo giardini ma anche la decorazione d’interni. Cosa rende unico lo stile Malchiodi?

Purtroppo mi ci dedico pochissimo ultimamente perché sono completamente assorbito dalla progettazione di giardini. Mi piace molto mescolare oggetti di varie epoche e provenienze e mi piace che le case sembrino lì da sempre, con un effetto di stratificazione come se fosse stato creato da più generazioni.

Quali sono i progetti più recenti ed interessanti a cui ti sei dedicato?

Un giardino in un luogo bellissimo: un ex convento ricco di arte in centro Italia, circondato da un paesaggio arcadico incredibilmente emozionante.

Valsanzibio Villa Barbarigo

Valsanzibio Villa Barbarigo

Abbiamo recentemente perso Marella Agnelli: “Il faut cultiver notre jardin”. Una frase che grazie al “Candide” di Voltaire ha assurto a lezione morale, e non solo, di valore eccezionale. Come coltivi il tuo giardino?

Rispettando i luoghi e la natura preesistenti e cercando di prestare attenzione all’impatto ambientale che un progetto ha. Sono molto fortunato perché mi trovo sempre a lavorare in luoghi bellissimi che nutrono lo spirito e con persone con cui ho grande affinità e finisco per condividere molto dei soli aspetti professionali. Questo già mi permette di coltivare il giardino interiore così come aiuta il costante rapporto con la natura. E sempre l’osservazione della natura aiuta a conciliarsi con l’idea della vita che ha uno sviluppo ed una fine naturale, credo che sia molto importante per l’uomo essere consapevole del fatto che il nostro qui è solo un passaggio e poi ritorneremo nel “tutto”, e tutto ciò non deve essere vissuto con angoscia, ma naturalezza.

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A Summer Table Layout by GM © from GM’s Official Instagram Account

Il tuo giardino preferito in Italia?

Uno è troppo poco!  Di quelli celebri: Valsanzibio, La Foce e Ninfa per motivi differenti.

E per l’appunto, ho recentemente iniziato a leggere un libro su Iris Origo e La Foce, una lettura davvero interessante. Cosa pensi dei giardini inglesi, in e al di fuori della bella Albione?

I giardini inglesi sono stati, come per molti credo, la mia prima ispirazione ed il mio primo amore. Sono un incredibile catalogo di piante e design, anche se poi poco di quello che vediamo là riesce ad essere applicato in Italia, soprattutto negli ultimi anni in cui le estati sono diventate torride e gli inverni spesso siccitosi. I giardini creati dagli inglesi in Italia dimostrano come con la cultura botanica e giardiniera inglese si riescano a creare giardini magnifici ed intelligenti anche nel nostro clima. La Foce ne è proprio un esempio, così come Ninfa, Le Balze o il più recente Cetinale. Hanno recuperato la tradizione italiana del giardino a parterre aggiungendoci il disordine inglese e ci hanno salvato dalle distese di salvie rosse e begonie.

Il film che secondo te rende giustizia all’idea di giardino, come luogo di piante, eventi, persone?

“La Strategia del Ragno” di Bertolucci perché mi fa percepire l’atmosfera e il vissuto dei giardini delle mie estati da bambino. In senso più generale i film di Ivory come Howards’ e Camera con Vista con i loro giardini inglesi e toscani.

Reggia di Colorno, Parma

Reggia di Colorno, Parma

Il tuo libro preferito?

“Au plaisir de Dieu” di Jean d’Ormesson.

Il tuo colore preferito?

Verde.

Piatto preferito?

Pisarei e fasò, pasta tipica piacentina fatta con farina e pane raffermo. 

Aria d’opera.

‘When I am laid in earth’ dal “Dido and Aeneas” di Purcell, ma non posso dimenticare i miei due più grandi amori che sono Händel e Verdi.

L’epoca in cui saresti voluto nascere?

La presente, mi dispiace solo non aver vissuto gli anni ’60 e ’70 in Italia.

Film preferito?

“Quel che resta del giorno” di James Ivory e “Novecento” di Bernardo Bertolucci.

Personaggio Disney preferito?

Crudelia Demon.

Se mi portassi a fare un viaggio, dove andremmo?

Nelle Alpilles in Provenza.



You can follow Gianmatteo’s journey through gardens and historical houses here

§ § § § §

[english version]

Parks, tree-lined pathways, fountains, gardens. And also “colour, craftsmanship, comfort, instinct and uniqueness,” as one can read on his website. Capturing the spirit of an individual in a handful of words is always arduous. We met Gianmatteo Malchiodi to find out who lies behind the charming face of the country gentleman who deals with “interior design and green spaces.” A lover of Beauty who finds in Nature and its forms the Platonic realization of a universe beyond our earthly boundaries.

Gianmatteo, where could we find you in the Bel Paese?

I reside in Parma and I have a house in the countryside around Piacenza, in the area bordering the Parma area, the region of the so-called Verdi lands, that of Bertolucci’s film “Novecento,” simply put.

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Cetinale, The garden

What is your background, the places of your youth and your family?

I studied Interior Design and, even before that, Communication Science, a field in which I could only have the highest disinterest. I later attended courses and workshops in Italy and England, practicing mostly in the studio and on the construction site. My childhood places are Emilia and its flat countryside with irrigation ditches and rows of poplars: it is still the landscape that excites me the most and that I consider especially mine.

Three adjectives to describe yourself.

Lazy, curious, generous.

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Gianmatteo Malchiodi and the art of countryside-ing © picture from GM’s Official Instagram Account

Parks and gardens. When and how was this passion born, which is also a job?

As a child I always bustled about plants and I was always intrigued by the research and discovery of those I didn’t know. I used to spend my summers in the countryside venturing on my bike into the surrounding area of ​​our house home. I used to enter the gardens of abandoned houses to “steal” buds and seeds. Or I would buzz, ask to  let me in and show me the garden, always with great success.

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An interior refinedly decorate by Gianmatteo Malchiodi © picture from GM’s Official Instagram Account

Not only gardens but also interior decoration. What makes the Malchiodi style unique?

Unfortunately, I devote very little of my time to it because I am completely absorbed in designing gardens. I really like to mix and match objects from different eras and styles. I cherish the idea that houses should appear as if they had always been there. A sense of “layering effect,” as if it had been created by several generations.

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Cetinale

What are the most recent and interesting projects you’ve worked on?

A garden in a beautiful place: a former convent rich in art in central Italy, surrounded by an incredibly galvanizing Arcadian landscape.

We recently lost Marella Agnelli: “Il faut cultiver notre jardin.” A motto from Voltaire’s Candide that has become a moral lesson, and not only, of exceptional value. How do you grow your garden?

I strive to respect the pre-existing places and nature, and to pay attention to the environmental impact that a project may have. I am very fortunate because I always find myself working in beautiful places that nourish  and lift the spirit, and with people with whom I have a great affinity and I can share thoughts and ideas. This already allows me to cultivate my inner garden as it facilitates the constant relationship with nature. And of course the observation of nature helps to be reconciled with the idea that ​​life has a natural development and an end. I believe it is very important to be aware of the fact that our here is only transitory and then we will return to the “everything.” This whole must not be experienced with anguish, but extreme candor.

Giardino LaFoce tuscany parterre

La Foce, edges

Your favourite garden in Italy?

One is not enough! Amongst the famous ones: Valsanzibio, La Foce and Ninfa, all for different reasons.

Speaking of which, I recently started reading a book about Iris Origo and La Foce, a very interesting volume. What do you think of the English gardens, in and outside the beautiful Albion?

The English gardens were, like for many I believe, my first inspiration and my first love. They are an incredible catalogue of plants and designs, even though little of what we may admire there can be applied in Italy, especially in the last few years when the summers have become torrid and the winters often drought. The gardens created by the English in Italy show how, with the English botanical and gardening culture, we can create noble and intelligent gardens even in our climate. La Foce is just one instance, as well as Ninfa, Le Balze or the more recent Cetinale. They recovered the Italian garden tradition of parterre adding a touch of English disorder. All of this rescued us from a flood of red sages and begonias.

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La Foce, Wisteria pathway

The film that you think does justice to the idea of ​​a garden, as a place of plants, events, human beings?

“The Spider’s Strategy” by Bertolucci because it takes me back to the atmosphere in the gardens of my childhood’s summers. More broadly, Ivory’s films like “Howards End ” and “A room with a View” with their English and Tuscan gardens.

Your favorite book?

“Au plaisir de Dieu” by Jean d’Ormesson.

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Ninfa, The Medieval ruins

Your favourite color?

Green.

Favourite dish?

Pisarei and fasò, typical Piacenza pasta made with flour and stale bread.

Opera aria?

‘When I am laid in earth’ from Purcell’s “Dido and Aeneas”, but I have to mention my two greatest loves, Händel and Verdi.

In which era you wish you were born?

The present one, I only regret not having lived in the 60s and 70s in Italy.

Favourite movie?

“The remains of the day” by James Ivory and “Novecento” by Bernardo Bertolucci.

Favourite Disney character?

Cruella De Vil.

If you were to take me on a trip, where would we go?

In the Alpilles in Provence.

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Ninfa, Garden, Wisteria and Ruins

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