Palladio (re)discovered

by Sebastiano Bazzichetto

[English version below]

VICENZA – Chiudete gli occhi.
Cominciate ad ascoltare le note della “Canzonetta sull’aria” dalle Nozze di Figaro.

Nella campagna vicentina, c’è un luogo in cui  pulsa vivo il cuore di uno tra gli artisti più grandi che l’umanità abbia conosciuto: Andrea Palladio.
Il luogo è la sua magica Rotonda, una villa che rappresenta la somma di perfezione architettonica, di armonia, di simmetrie e rimandi modulari, celestiale connubio con il paesaggio che la circonda.

I fortunati guardiani di questo capolavoro sono le generazioni che la villa hanno avuto ed hanno l’occasione di abitare, preservandone lo splendore e la bellezza inimitabili.
Abbiamo avuto l’opportunità di conoscere un po’ meglio chi ha il privilegio di intrecciare con Palladio e la sua villa un rapporto particolare. Ci sediamo per raccontarvi la deliziosa chiacchierata con Benedetta di Valmarana.

Cara Benedetta, cominciamo da te: chi sei e come ti descriveresti? Come mi descriverei… domanda non facile ma ci proverò: riservata, generosa e solare.

Dove ti collochi nella Penisola?
Sono nata a Torino, dove tornai da Milano quando i miei genitori si separarono. Dopo la scuola sono andata a Firenze per studiare presso l’Istituto del Restauro della carta. Poi Ginevra, Londra ed infine Milano… e poi qui nella tentacolare Vicenza.

Benedetta di Valmarana portrait

Benedetta di Valmarana

Quali sono i tuoi passatempi e le tue passioni?
Leggo molto, anzi, moltissimo e di tutto: attualità, biografie e racconti di epoche passate che ci fanno capire tanto del presente. E poi ‘sognare a libro aperto’ è quasi un motto per me. (“Il vento non sa leggere” è un libro che rileggo ogni tanto).

Il tuo colore preferito?
Il rosa. Un colore che per me è armonia, luce e femminilità.

Visit Palladio è un nome eccezionale che suona in maniera arguta come un affascinante marchio di fabbrica. Cosa significa per te esplorare l’universo Palladio?
Il Veneto è la mia regione e, da sei anni circa, Vicenza in particolar modo, scelta dopo un anno e mezzo nel piccolo borgo di Valmarana sui Colli Berici a pochi chilometri da Vicenza. Come sai ho un B&B: Visit Palladio, nome non scelto a caso dato che la città è il salotto palladiano per antonomasia e che una delle case della mia famiglia è La Rotonda  del geniale architetto.

Benedetta di Valmarana, Francesco di Valmarana

Benedetta and her cousin, Francesco di Valmarana

Cosa significa accogliere chi giunge per conoscere meglio le meraviglie palladiane con un’ospitalità tutta veneta?
La mia priorità è quella di offrire ai miei ospiti un qualcosa di molto speciale, decisamente unico. Sono abituata, per mia fortuna, alla Bellezza e credo fermamente nella bellezza delle persone, delle idee e soprattutto nella bellezza dei modi e delle parole, una citazione del Cavaliere Brunello Cucinelli questa. 

palladio la rotonda pianta plan map.png

Andrea Palladio’s perfection

Come riesci ad esprimere tutto questo?
Per offrire un servizio di alto livello, come pretendo da me in primis e da chi mi aiuta, ci vuole un impegno costante. Certi dettagli li ho respirati da sempre: l’estrema attenzione per la tavola, l’atmosfera di casa, le luci ed i colori, lenzuola ed asciugamani con le cifre sono dettagli che fanno sentire un ospite non un numero ma una persona privilegiata. “Luxury is in each detail” disse Hubert de Givenchy, ma con semplicità perché anche quest’ultima è una mia grande alleata. Con semplicità fai amare il tuo mondo.

Nella tua famiglia avete avuto e avete modo di coltivare un rapporto intimo con uno dei gioielli di Palladio, la famosa Rotonda, per me l’esempio massimo di perfezione umana e in meraviglioso connubio con la natura. Cosa ci puoi dire al riguardo?
La Rotonda venne comprata e poi regalata dalla nonna di mio nonno a fine ‘800, primi ‘900. La vide dall’alto, da Monte Berico, dove andò per un voto alla Madonna e, come mi raccontò mio padre, Alessandro, era proprietà di più persone che volevano venderla … a pezzi! Lei fece un’offerta e la comprò. Mio nonno Andrea, mano a mano che nasceva un figlio – erano 6 – creava camera e bagno, la sala giochi, le camere del personale e così via. E’ stato veramente eccezionale! 

la rotonda palladio central room

In this picture you can see the famous balustrade where Benedetta and her cousins used to play chasing games

I tuoi ricordi legati all’edificio, i suoi segreti, il suo giardino?
Nella mia vita sempre un po’ raminga, venivo da queste parti a Natale o in estate o nei fine settimana. Finché c’erano i miei nonni spesso le vacanze si trascorrevano proprio alla Rotonda, quando non erano a Venezia. Ricordi di allora tanti e ancora molto vividi: siamo tanti cugini e quindi ti puoi immaginare i giochi: in giardino soprattutto, anche se uno dei grandi divertimenti era rincorrerci lungo la balaustra che si vede dalla sala centrale. I nonni erano letteralmente travolti da tanti nipoti e infatti c’erano delle regole che tate ben catechizzate ci facevano rispettare: noi bambini mangiavamo prima e mai in sala da pranzo! E se capitava di pranzare con loro, non si apriva bocca…Una gran noia! Molto più divertente tirarsi di tutto ridendo a più non posso!

losey directs don-giovanni at la rotonda.jpg

Joseph Losey directs a scene for his Don Giovanni at Palladio’s La Rotonda

Joseph Losey girò lì il suo famoso “Don Giovanni”, ne hai qualche ricordo?
Quando Losey girò “Il Don Giovanni” accompagnai mio padre durante le riprese e ho dei flash degli attori, dei costumi, della musica… Un’esperienza magica. Da allora è la mia opera preferita. 

Nel 2018 è uscito il documentario “Palladio” ? Cosa ne pensi?
Del regista Giacomo Gatti, direi che “Palladio” è il documentario per eccellenza. Girato in gran parte alla Rotonda e dove compaiono come attori anche i miei cugini. Un ottimo lavoro che rende giustizia al genio di Andrea Palladio e a chi si prende certosina cura delle sue creazioni. Nel caso della Rotonda, è grazie ai miei cugini che la casa, resa tale da mio nonno che vi collegò acqua, luce e qualche ammodernamento – uno dei nostri Patrimoni dell’Unesco – è magnificamente tenuta e visitabile!

Come La posso chiamare: Donna, Contessa, signora di Valmarana…?
Benedetta di Valmarana, va bene così, cosa ne dici? (sorride)



[English version]

Close your eyes.
Play and listen to the notes of “Canzonetta sull’aria” from Le Nozze di Figaro.

In the countryside near Vicenza, lies a place where the beating heart of one of the greatest artists of all time lives on: that of Andrea Palladio. The place is his transcendent Rotonda, a villa that represents the essence of architectural perfection, of harmony, of symmetry and patterns, heavenly married to the surrounding landscape.

The fortunate guardians of this masterpiece are the generations that the villa has had and have the opportunity to live in, preserving its inimitable splendour and beauty.

We had the opportunity to know a little bit better those who have a privileged relationship with Palladio and his villa. We sat down to tell you more about the conversation we had with Benedetta di Valmarana.

Dear Benedetta, let’s start with you: how would you describe yourself? Not an easy question, but I’ll try all the same… reserved, generous and cheerful.

Where do you reside in the Peninsula?
I was born in Turin, where I moved back from Milan, when my parents separated. After high school years, I went to Florence to study at the Institute for Paper Conservation. And then I moved to Geneva, London and eventually Milan again… and then here, in the tentacular Vicenza.

Visit Palladio, Benedetta's table

Benedetta’s table in her B&B

What are your pastimes and passions?
I read a lot, in fact, I read extensively and anything really: news, biographies and books about past eras that make us understand so much about the present. ‘To dream with an open book’ is almost a motto for me. (Richard Mason’s “The wind cannot read” is one of the books that I love re-reading.)

Your favourite colour?
Pink: a colour that to me means harmony, light and femininity.

palladio la rotonda facciata

Visit Palladio is a witty, powerful name, perfect as branding label. What does it mean for you to explore “planet Palladio?”
Veneto is my region and, for the past six years, Vicenza particularly. I chose this city after a year and a half in the little borgo of Valmarana, on the Berici Hills, not too far from Vicenza. As you know, I run a B&B. Visit Palladio is a name chosen because Vicenza is the quintessential Palladian city and one of my family’s homes is villa La Rotonda, a masterpiece by the genius architect.

How do you welcome the visitors who come to better know Palladian marvels in a very Venetian way?
First and foremost I want to offer my guests a very special service, needless to say unique. By nature, I am accustomed to Beauty and I strongly believe in the Beauty of people, of ideas and, above all, of manners and words – and in this I am quoting Brunello Cucinelli.

Visit Palladio, Benedetta's love for details

Benedetta’s attention and love for every single detail

How are you able to convey all of this?
I think that one has to offer the highest service possible, both constantly and consistently. Something that I expect from myself and my assistants. And this is shown in the details that I have assimilated since a very young age: the attention to the table layout, the atmosphere at home, lights and colours, bed linens and towels with embroidered initials… Details that make a guest feel a privileged individual, not merely a number.
“Luxury lies in every detail” Hubert de Givenchy used to say, and also simplicity is a great ally of mine. With simplicity we can make the others fall in love with our world.

In your family you have had and have the chance to nurture an intimate relationship with one of Palladio’s gems, villa La Rotonda. To me, it is one of the best instances of human perfection, beautifully married with nature. Could you tell us more?
La Rotonda was purchased and then donated by my grandfather’s grandmother at the turn of the past century. She saw it from the top of Mount Berico where she had gone for a vow to the Virgin. As my father Alessandro told me, the villa was owned by several people who wanted to sell it… piece by piece! She made an offer and bought it as a whole. My grandfather Andrea, as his children were born – six of them – arranged bedrooms, bathrooms, the nursery, the staff’s rooms and so forth. He was really extraordinary!

Losey dongiovanni la rotonda palladio

Losey’s famous scene of the catalogue of women, unrolled by Leporello

What are your memories linked to the building, its secrets, its garden?
In my wandering existence, I used to come here for the Christmas holidays, in the summer or for the week ends. Until my grandparents were alive holidays were spent at La Rotonda oftentimes, when they were not in Venice. Many are the memories from those years, all dear and vivid. We are many cousins and so you can picture the games: in the garden of course, but we had the greatest fun running along the high balustrade on top of the central domed hall. My grandparents were literally overwhelmed with their many grandchildren. Therefore we had rules that well-trained nannies made us follow. We children used to eat beforehand and never in the dining room. If allowed to eat with adults, we were not to say a word… how boring! It was much more fun throwing things at each other, laughing our heads off! 

Joseph Losey shot here his famous “Don Giovanni,” what do you recall?
When Losey shot “Don Giovanni” I accompanied my father and I vividly remember the actors, the costumes, the music… It was magic! Since then, it has become my favourite opera. 

palladio documentario

The documentary by Giacomo Gatti

In 2018 the documentary “Palladio” was released. What is your opinion about it?
Director Giacomo Gatti created a quintessential documentary, “Palladio,” shot mostly at La Rotonda, where you can spot my cousins as well. It is a great documentary that does justice to Andrea Palladio’s genius and to those who patiently and lovingly take great care of his creations. In the case of La Rotona (now a foundation and World Heritage Site), it is thanks to my cousins that the house (lightly “modernized” with running water and hydro by my grandfather) is wonderfully maintained and open to the public!

Very last question, how may I address you: Donna, Countess, Lady of Valmarana…?
Benedetta di Valmarana, it’s perfectly fine, don’t you think? (she smiles)

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