Quando si tocca il cielo con un dito

by Ilaria Rossi

ROMA – Il panorama lascia senza fiato: dall’Empire State Building si può osservare tutto il fascino della città che non dorme mai. L’edificio è l’emblema della bellezza della modernità, arricchita dalla classicità degli anni ’30. La distesa di grattacieli che si erge dall’ottantaseiesimo piano risucchia nel caos che disorienta e appassiona, attrae e intimidisce con i suoi echi di futile vanità.

New York è una città da vivere tutta d’un fiato, dove qualsiasi desiderio è un ordine e viene subito esaudito, dove le possibilità sono infinite e dove, in ogni angolo, il genio della lampada crea meraviglie. Dimenticando lo spazio e il tempo, ci si immerge nella quotidianità newyorkese con facilità divorando il tempo che sembra scorrere più velocemente. 

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The top of the Chrysler Building

Le giornate iniziano col sole basso all’orizzonte, riservando le sorprese più inaspettate e le sere finiscono a tarda notte, accompagnate da una distesa di luci che illuminano i grattacieli più alti del mondo che prendono il posto delle stelle e della luna. 

Uno dei luoghi più attraenti per chi ama questa imperante modernità è il Financial District che trasmette forza e potenza. Incredibilmente,  incastonata nel mondo del dio denaro, si erge la Trinity Church che con fierezza tende il suo campanile neogotico al cielo.

Visitando la Statua della Libertà  si comprende la speranza che infondeva nei migranti desiderosi di una vita nuova, ancora oggi palpabile nella maestosa grandezza e solennità che emana. Il momento più toccante è la testimonianza di milioni di persone arrivate in questa terra straniera e registrate, uno ad uno, in una enorme stanza a Ellis Island. Si percepiscono le aspettative che nutrivano per l’inizio di una nuova vita, la paura di non essere ammessi su suolo americano e reimbarcati verso la miseria da cui erano fuggiti ma, soprattutto, la voglia di riscatto che l’America da sempre promette. 

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Ellis Island

I bagliori degli oggetti della 5th Avenue regalano sussulti ai cuori assetati di acquisti, mentre Broadway mette in scena un altro mondo: i famosissimi spettacoli prendono vita attraverso attori le cui esibizioni incantano gli spettatori (da notare il thriller “Chicago”, famosissimo musical che vale la pena vivere).

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Broadway, New York City

Tuttavia, il vero punto nevralgico di New York è Times Square. Una miriade di movimenti, colori, musiche che provengono dai maxischermi installati senza regola in una piazza attraversata da fiumi di persone e macchine che fanno perdere l’orientamento al visitatore. Senza dubbio il richiamo di quello che è considerato il centro del mondo è forte ma dura poco nel cuore del viaggiatore che vuole cogliere la realtà e la bellezza artistica di questa città in continuo divenire.

Nelle giornate di pioggia, il rifugio preferito dagli appassionati di arte è rappresentato dal Museum of Modern Art (MoMA): i suoi piani ospitano un’incomparabile visione dell’arte moderna e contemporanea. Dalì, Monet, Picasso, van Gogh, sono solo una parte dei maestri protagonisti del percorso espositivo.

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Central Park

Camminando senza una meta precisa, ci si può imbattere in un maestoso edificio in stile Beaux Arts, fiancheggiato da due mastodontici leoni, davanti a Bryant Park. Si tratta della famosa Public Library. Le sue sontuose sale si differenziano in base ai temi approfonditi dagli innumerevoli libri esposti e, i sopravvissuti di “The Day After Tomorrow”, la celebre dichiarazione d’amore di “Breakfast at Tiffany’s” e una delle prime missioni dei Ghostbusters hanno in comune questa location d’eccezione.

Ma New York non è solamente luoghi da visitare e metro da prendere al volo, è l’immensità del verde di Central Park, l’aria da film del ponte di Brooklyn, la vivacità di una messa Gospel ad Harlem, l’eleganza di Soho e l’animo delle persone che popolano il sogno tanto desiderato che tutto il mondo invidia. 

Lasciandola, si torna pieni di stupore e meraviglia, accompagnati da una voglia di vivere così diversa dalla consueta ma così profondamente simile ai desideri tumultuosi di scoperta di ogni giorno. I palazzi infiniti, le luci accecanti, il cielo che si può toccare, l’americanismo nella sua essenza più intima che è capace di trasmettere emozioni ma da cui bisogna sapersi distaccare, regala un’intensa avventura, un turbinio di volti e rumori che difficilmente si riesce a dimenticare.

2 thoughts on “Quando si tocca il cielo con un dito

  1. Giacomo Morciano says:

    Se New York è una città da vivere tutta d’un fiato, il tuo articolo lo è da leggere. Sembra di essere veramente immersi e circondati dalle meraviglie paesaggistiche e architettoniche di una delle città più emblematiche degli Stati Uniti. Sembra di camminare per davvero per le strade newyorkesi e restare affascinati dalla miriade di luci, palazzi e rumori. La tua scrittura è molto evocativa. Leggere il tuo articolo fa venire subito voglia di comprare un biglietto per la città che non dorme mai.

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