Treasure hunting in the art world. A conversation with Filippo Passadore

by Sebastiano Bazzichetto

[English version below]

PARIGI – Prima di tutto, dove ti collochi sul mappamondo e da quanto vivi all’estero? Per scelta o per necessità?
Vivo a Parigi da quasi otto anni anche se ho lasciato l’Italia già nel 2010 (Montreal, Hyderabad-India) nel contesto del mio percorso accademico e in seguito per effettuare vari tirocini (Parigi, Londra, Bruxelles). Lasciare l’Italia è stato il naturale proseguimento del mio percorso di studi che era molto improntato sulla collocazione lavorativa al di fuori del contesto italiano.

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Jardin du Luxembourg, Paris, where Filippo lives © All pictures from FP’s instagram account

Sei tu che hai trovato un lavoro o è il lavoro che ha trovato te? Qual è la tua formazione?
Ho una formazione abbastanza eclettica: laurea triennale in economia internazionale in Bocconi, un master in management internazionale a McGill (Canada) e uno in relazioni internazionali e affari europei a Scienze Politiche. Tutto lasciava immaginare che avrei realizzato uno dei miei sogni d’infanzia ossia di intraprendere la carriera diplomatica e invece, dopo vari stage in diverse organizzazioni internazionali, il parlamento europeo e sedi diplomatiche italiane all’estero, il richiamo per il mondo dell’arte ha avuto la meglio…

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Filippo’s portrait © All pictures from FP’s instagram account

Cosa comporta il tuo ruolo?
Sono uno specialista in mobilio antico e oggetti d’arte del XVIII secolo presso una casa d’aste francese, Artcurial. Il mio ruolo è sia commerciale che “accademico” nel senso che comprende una parte di “business-getting” (ricerca delle opere d’arte che presenteremo in asta) sia in Francia che all’estero, e una parte più schiettamente legata alla storia dell’arte (redazione delle fiches descrittive dei pezzi che saranno presentati in asta). Mi occupo inoltre dei servizi fotografici per il mobilio che sarà incluso in catalogo e della “mise en scene” delle esposizioni che precedono le nostre aste. Quest’ultima è una parte del lavoro che mi appassiona particolarmente perché mi permette di creare delle atmosfere ogni volta diverse.

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The Ritz Universe. An auction by Artcurial © 2018

Cosa ti piace di più del mercato dell’arte e della realtà di una casa d’aste?
Penso che la cosa che preferisco del mercato dell’arte e del lavoro all’interno di una casa d’aste sia il fatto che non si tratta di un lavoro ripetitivo. Ogni giorno, quando vado in ufficio, non so mai se scoprirò una commode Luigi XV, magari appartenuta ad una vecchia famiglia aristocratica francese, un lampadario russo o una scultura Barocca italiana…E’ un lavoro che mi porta il più delle volte a non stare dietro ad un scrivania ma sul campo, alla ricerca di oggetti da includere nella mia prossima asta. Per questo motivo sono spesso in viaggio in Francia e in altri paesi europei (con una netta predilezione per l’Italia) alla ricerca di tesori.

Sei un gran viaggiatore: come mai? Cosa rappresenta per te questa esperienza?
Ho sempre adorato viaggiare molto fin da piccolo prediligendo mete insolite e inaccessibili. Non avevo ancora 17 anni e con un gruppo di amici decidemmo di passare 3 mesi in Bangladesh per fare uno stage alla Grameen Bank e partire poi per qualche tempo in Nepal. Più recentemente il viaggio è diventato un modo per confrontarmi anche con le mie paure più intime.

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Travelling to Russia © All pictures from FP’s instagram account

Una meta memorabile, o anche due.
La Birmania (preferisco questo nome al più recente Myanmar): il paese delle pagode, ancora un po’ sconosciuto al turismo di massa…una terra di sorrisi e di anime gentili. L’Oman, dove sono ritornato a due riprese negli ultimi due anni: a poco più di sei ore di volo da Parigi si può scoprire una terra selvaggia e remota dove convivono il rosso della terra desertica, il blu delle acque del golfo persico e la roccia di montagne e canyon che svettano a più di 2000 m di altezza.

Tre aggettivi per descriverti.
Nostalgico: anche se adoro scattare un sacco di fotografie durante i miei viaggi, le guardo raramente perché il passato mi suscita una grande malinconia. Perfezionista: non sopporto un cuscino messo male su un divano o la frangia di un tappeto alzata. Sognatore: continuo ad avere un’eterna fiducia nel prossimo, fino a scontrarmi, a volte, con la cruda realtà.

Artista o opera d’arte preferita.
Il bureau à cylindre realizzato da Jean-François Oeben e Jean-Henri Riesener per il cabinet interno di Luigi XV a Versailles, un momento di apoteosi delle arti decorative francesi della seconda metà del XVIII secolo.

Il tuo colore preferito.
Il blu… ma sono daltonico!

Un libro che stai leggendo?
Di solito leggo sempre due libri allo stesso tempo: “Caught in the Revolution” di Helen Rappaport (la vita degli expats e dei diplomatici europei a Pietrogrado all’indomani della rivoluzione bolscevica).“The Lord of the Isle, the Extravagant Life and Time of Colin Tennant” di Nicholas Courtney, la biografia di Lord Tennant e di come sia riuscito a trasformare l’isola di Mustique nella perla discreta dei Caraibi che è oggi.

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Getting ready for dinner chez Filippo © All pictures from FP’s instagram account

Cena a casa o fuori?
Adoro cucinare (italiano) attorno ad una grande tavola per i miei amici anche se molte volte delego al mio compagno che ormai cucina le ricette di mia madre meglio di me… !

Cosa non manca mai nella tua valigia?
Una serie di camicie di lino in tutte le tonalità di blu e azzurro possibile, un panama e una bella protezione solare 50 (altrimenti mi trasformo in un’aragosta)!




PARIS – First of all, where can we find you on the world map and for how long have you been living abroad? By choice or by circumstance?
I’ve been living in Paris for nearly eight years, even though I had left Italy already in 2010 (Montreal, Hyderabad-India) during my academic career and later to do several internships (Paris, London, Brussels). Leaving Italy was the natural outcome of my schooling, which was primarily meant to lead to a position outside the Italian peninsula.

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© All pictures from FP’s instagram account

Is it you who found a job or is the job that found you? What is your education?
I have a fairly eclectic background: a three-year degree in international economy from Bocconi, a master’s degree in international management from McGill (Canada) and one in international relations and European affairs from Political science. I have always thought that I would have realized one of my childhood dreams, that is to begin a diplomatic career. Conversely, after various internships in different international organizations – the European Parliament and Italian diplomatic offices abroad – the vocation for the art world got the best of me…

What does your current job entail?
I am a specialist in 18th-century antique furniture and art objects at a French auction house, Artcurial. My role is both commercial and “academic.” It involves a part of “business-getting” (seeking works of art that we will present at auctions) both in France and abroad, and a part more strictly linked to art history (conceiving and penning the tag lines to each artwork). I also take care of the photo shootings of the furniture that will be included in the catalogue and the “mise en scene” of the exhibitions that forerun our auctions. The latter is a part of the work that I’m particularly passionate about because it allows me to create different atmospheres.

What do you like the most about the art market and working for an auction house?
Simply put, it is not a repetitive job. Every day, when I go to the office, I never know if I will discover a Louis XV commode – perhaps belonging to an old French aristocratic family – a Russian chandelier or an Italian Baroque sculpture… It is a job that most of the time keeps me away from “sitting at the desk”. It is pretty hands on, I have to work in the field, looking for objects to include in my next auction. This is the reason why I often travel to France and other European countries (with a distinct preference for Italy) in search of treasures.

You are a great traveller: what does travelling mean to you?
I have always loved travelling a lot since I was a child, preferring unusual and inaccessible destinations. I was not yet 17 years old and with a group of friends we decided to spend 3 months in Bangladesh to do an internship at the Grameen Bank and then leave for some time in Nepal. More recently, travelling has become a way to face my inner fears.

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A room set up for an auction at Artcurial © All pictures from FP’s instagram account

A memorable destination, or even two.
Burma (I prefer this name to the more recent Myanmar): the country of pagodas, still unknown to mass tourism… a land of smiles and kind souls. Oman, where I have returned twice in the last two years: from Paris, in a little bit more than six hours by plane, you can discover a wild and remote land where the red of the desert, the blue of the waters of the Persian Gulf and the rocks of mountains and canyons that rise more than 2000m high live together.

Three adjectives to describe yourself.
Nostalgic: although I love taking lots of photographs during my travels, I rarely look at them because the past arouses a great melancholy. Perfectionist: I can’t stand a misplaced pillow on a sofa or the lifted fringe of a rug. I am a dreamer: I keep having faith in my neighbour, until I sometimes have to face the crude reality.

Favourite artist or work of art?
The bureau à cylindre created by Jean-François Oeben and Jean-Henri Riesener for the internal cabinet of Louis XV in Versailles, a moment of apotheosis of the French decorative arts of the second half of the 18th century.

Your favourite colour.
Blue… but I’m colorblind!

A book that you are reading?
Usually I always read two books at the same time: “Caught in the Revolution” by Helen Rappaport (the life of European expats and diplomats in Petrograd in the aftermath of the Bolshevik revolution). “The Lord of the Isle, the Extravagant Life and Time of Colin Tennant” by Nicholas Courtney, Lord Tennant’s biography and how he managed to transform the island of Mustique into the discreet Caribbean pearl it is today.

Dinner at home or at a restaurant?
I love cooking (Italian) and to host my friends, sitting around a big table. Often times I delegate the task to my partner, who now cooks my mother’s recipes better than I …!

What’s never missing in your suitcase?
A series of linen shirts in all shades of blue, a panama hat and a strong sunscreen (otherwise I turn into a lobster)!

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