Il tempo del valore e il valore del tempo

by Giovanni Fava

TREVISO – Nella tarda antichità Sant’Agostino scriveva nelle sue Confessioni una frase che in un modo o nell’altro dev’esser giunta all’orecchio di tutti noi. Riflettendo sul tempo, scriveva che quando qualcuno ci chiede di definirlo, non siamo capaci di farlo, quando nessuno lo fa, invece, sappiamo benissimo di cosa si tratti.

Il tempo ci sfugge dalle mani. Non solo in virtù della sua materialità inesistente, ma anche per l’impossibilità concettuale di afferrarlo. Unica nostra certezza è questa: non sappiamo cosa sia. E farlo, voler cioè definire ciò che per natura intrinseca è indefinibile, ci costringe a un sentimento di frustrante impotenza, come a pretendere di tagliare un coltello con il coltello stesso, o guardarci la schiena con i nostri occhi senza uno specchio che la rifletta.

Una cosa, però, sappiamo. Che il tempo è relativo. Un’ora passata, per usare un esempio di Einstein, seduti sopra una stufa bollente è più lenta a trascorrere di un’ora passata a fare ciò che ci piace, con la persona che amiamo, a camminare in montagna. Per quanto si voglia matematizzare e rendere in formula, questa consapevolezza ci appartiene in maniera ben più profonda di quanto la fisica non abbia dimostrato attraverso il calcolo. Noi sentiamo la sua verità: sappiamo quando il tempo inutile sprecato in attività di poco conto vada perso, e quando, invece, possiamo dirci soddisfatti dell’impiego che ne abbiamo fatto.

Ma se le cose stanno così, se cioè l’unica nostra certezza intorno al significato del tempo è che esso, per noi, ha solo dimensioni relative, allora la conseguenza che possiamo trarne è logica. Non esiste un tempo, la cui misurazione possa valere per ognuno in qualsiasi luogo. Esistono, invece, i tempi, che s’incarnano e sviluppano nelle azioni che noi, di volta in volta, svolgiamo. Questa consapevolezza ultima risuona anche nelle parole di un altro grande filosofo, Seneca, che in una famosa lettera intimava all’amico Lucilio di non sprecare neanche un attimo del bene più prezioso che la vita ci conceda: il tempo, per l’appunto.

tempo valore

La vita è breve e soprattutto scorre via veloce «come da un torrente rapido e non perenne», e quando la sua fine giunge, come inaspettata, noi solo allora ci ricordiamo di «aver organizzato la vita a spese della vita stessa». Funziona, diceva Schopenhauer, come quando si scala una montagna, che ci pare altissima se guardata dal basso, ma, una volta in vetta, la fatica e il tempo impiegati nell’impresa si dimenticano all’istante.

Allora, se il tempo è relativo, il suo valore coincide coll’uso che sappiamo farne. Quello che ci pare essere il suo punto debole è anche ciò che, più di altro, deve tornarci utile: ciò che ha valore, dalla prospettiva di ognuno di noi, è il metro sul quale misurare il nostro, tutto relativo, valore del tempo. Bisogna saper riconoscere come spendere, come diceva Seneca, l’unica moneta che non può venirci restituita, per trarne come in un investimento ben riuscito il guadagno che sappia ricompensarci.

Il carpe diem oraziano, in fondo, non voleva dir altro che questo: si viva il tempo, si viva nel tempo senza dimenticarsi che esso trascorre – e trascorso, come i petali di un fiore una volta spiccati, è perduto. Il verbo carpo in latino, lo si usa per quei gesti, quelle azioni (come, per l’appunto, lo staccare i petali da un fiore), che si risolvono nell’istante contenendo in sé un prolungamento rivolto al futuro.

Il valore del tempo sta tutto nel modo in cui decidiamo di staccare i petali della vita. Ci sono istruzioni per farlo, per un buon uso della vita? No. C’è qualcuno che possa indicarci quale sia la nostra, personalissima, modalità migliore per dare valore al tempo? No. Questo perché, con un gioco di parole, si può dire che il tempo di valore è proprio quello impiegato a discernere quale tempo, per noi, abbia valore. Il gioco vale la candela se il guadagno, come si diceva sopra, supera l’investimento. In fondo sul piatto della bilancia non c’è altro che il bene più importante di tutti: una vita degna di essere vissuta.

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