Venezia immensa diva

by Riccardo Scalcon

VENEZIA – Genesi d’un capriccio o di un amoroso sospiro tra due amanti, terra e mare, Venezia sin dalla sua fondazione rimane un folgorante porto sicuro per il Bello. Epitome di opulenza, mistero e magnificenza: la città lagunare, musa acquatica, fonde nella sua continuità Oriente ed Occidente, echi di un passato risonanti nel reale, in una inebriante perennità.

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Delicata, romantica e salottiera, la capitale della Serenissima non ha mai cessato di stupire nei secoli, divenendo una vivace tavolozza da cui attingere e a cui potersi ispirare.
Il pirotecnico eclettismo di questa meta fece e fa di essa un coinvolgente affaccio cosmopolita sulle arti. Cullati dall’ipnotico scenario lagunare, dove il trionfo armonioso di luce e acqua fa vibrare calli, ponti e monumentali palazzi, innumerevoli furono le personalità che colsero nella Serenissima un sacro rifugio nel quale creare e rinascere.

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E fu in questa ovattata e surreale bellezza che si forgiarono nella storia grandi artisti ed intellettuali, dove gli antesignani di un lontano presente si scoprivano alle nascenti promesse, e rivelavano loro segreti, silenzi, stili.
Lì, in un decadente e rarefatto scenario alla Luchino Visconti, s’intrecciavano legami e speranze, si alimentava un clima di rivoluzione e scandali.

venice vintage

Al Lido gli indirizzi importanti erano due: scrittori, sceneggiatori e poeti si recavano al Des Bains, meta rifugio di Gabrielle Chanel, accompagnata dalla coppia di amici Jose-Maria e Misia Sert, mentre il mondo del cinema sceglieva l’Excelsior, dove il Festival era nato. Luoghi e camere che fecero parlare di sé: Rossellini che consolava Anna Magnani, i fan che acclamavano Gina Lollobrigida sotto la finestra.

lido vintage

I pranzi sul lungomare, le intramontabili maglie a righe, le pagliette da gondoliere, le nivee capanne degli stabilimenti balneari, era qua che si poteva incontrare Yul Brynner, Paul Newman, Truman Capote; gli incontri ai caffè lasciavano spazio ad una vanesia notte, la quale boriosa si rapiva cuori e menti e che sapeva di un profumo spensierato e proibito.Messo un abito da cocktail e uno smoking, il salotto si spostava in città, dove l’ultimo calice ce se lo concedeva all’Harry’s bar, locale storico, aperto negli anni ‘30 da Giuseppe Cipriani; luogo che vide fermarsi a sorseggiare un drink e cenare Charlie Chaplin, Orson Welles, Georges Braque, Ernest Hemingway, quest’ultimo cliente fisso.

sunset venice

In una silente San Marco ci si poteva imbattere in una provocatoria Marchesa Luisa Casati, la quale si aggirava con disinvoltura, nuda, scortata dal suo ghepardo e un servo che la illuminava per poter essere ammirata dai pochi nottambuli; lei, nobildonna ed icona per molti artisti, risiedeva a Ca’ Venier dei Leoni (successivamente palazzo Guggenheim, dove visse Peggy Guggenheim, altra eccentrica signora ) e che fece della città di Venezia il suo più prezioso e raro talismano. Vittima delle gentili linee che segnano con armonia cupole e tetti, sino a sciogliersi e baciare l’orizzonte, fu l’architetto Carlo Scarpa, direttore creativo della vetreria Venini e curatore dell’allestimento di mostre e sistemazioni museali (esempio ne sono Fondazione Querini Stampalia o il negozio Olivetti a San Marco).

Col passare del tempo, i gran galà ed eventi, quali il mistico Gran ballo d’Oriente o il celebre Festival del Cinema, divennero appannaggio di pochi eletti, le serate mondane che si lasciava dietro la città lagunare erano i fasti di un passato glorioso; ma il ricordo non la lasciò sola: i pranzi si spostarono nelle rilassanti lounge dell’Aman, i brindisi in terrazza al Gritti o nell’intimo giardino dell’Hotel Flora, le notti mondane a Palazzina Grassi, all’Hotel Bauer, o chissà, in qualche folgorata e misteriosa loggia tra i canali.

venezia lido bianco e nero

Venezia, diva da sempre interessata all’accattivante dialogo tra il vivere e il sognare, placida sosta ora in riposo, in attesa di essere scossa dal frenetico brivido della corsa di motoscafi, ammirata da spettatori attentissimi, riconsacrata e consegnata ai posteri per la sua ineguagliabile rarità.

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