Workwear


Workwear

by Sebastiano Bazzichetto

TORONTO – At the twilight of the 19th century, flocks of Italian men and women had to leave their houses and familiar faces to embark on a journey towards the unknown. The only certainty they had was the need for a job and numerous mouths to feed. Even author and poet Gabriele D’Annunzio, who described the Italians as “a people of poets, artists, heroes”, could not forget the epithet of “trasmigratori” (emigrants). It is then clear that working was a crucial part of the Italian diaspora around the world, as it still is nowadays.

“Workwear” is an exhibition that speaks volumes about those heroes and artists, and those emigrants too. Devised and curated by Milan-based architect and thinker Alessandro Guerriero, “Workwear” features the work of 40 Italian and international artists, designers and architects, including Alessandro Mendini, Issey Miyake, Erwin Wurm, Vivienne Westwood, Elio Fiorucci, and Coop Himmelb(l)au.

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The exhibition was first conceived for the Triennale in Milano in 2014 and then became a traveling exhibition. Finally in Toronto, it opens its doors to the general public on Friday, January the 27th at the Harbourfront Centre. There are 40 garments on display, and each of them represents a peculiar aspect of our lives.The exhibition turns out to be an extremely poetic recollection of materials, philosophical principles, fragments of life and anthropological research. If the cowl did make the monk, every piece within the exhibition constantly casts a doubt on our certitude based on what we see, as we find ourselves wandering (and wondering) in a forest of fabrics and stitches.

[In collaboration with the Italian Institute of Culture – The exhibition runs through April 23, 235 Queens Quay West]

Abiti da Lavoro

TORONTO – Sullo scorcio del XIX secolo, una straziante processione di uomini e di donne italiane dovette lasciare la Penisola, le loro case e volti familiari per intraprendere un viaggio verso l’ignoto. L’unica certezza che avevano era la necessità di un lavoro e le numerose bocche da sfamare che portavano con sé o lasciavano a casa. Nemmeno la retorica del vate D’Annunzio, che descrisse gli italiani come “un popolo di poeti, artisti, eroi”, poteva dimenticare l’appellativo di “trasmigratori”. È quindi evidente che il lavoro, ricercato disperatamente, è sempre stato una delle molle più forti della diaspora italiana in tutto il mondo e lo è ancora oggi.

“Workwear” è una mostra che la dice lunga su quei tanto celebrati eroi ed artisti, ed anche su quegli emigranti. Ideata e curata dall’architetto e pensatore milanese Alessandro Guerriero, “Workwear”, espone le opere di 40 artisti, designer e architetti italiani e internazionali, tra cui Alessandro Mendini, Issey Miyake, Erwin Wurm, Vivienne Westwood, Elio Fiorucci e Coop Himmelb(l)au.

La mostra, concepita per la Triennale di Milano nel 2014, è poi diventata un’esposizione itinerante. Finalmente a Toronto, apre le sue porte al pubblico questo venerdì 27 gennaio presso l’Harbourfront Centre. Ben 40 sono i capi in mostra: ognuno di loro rappresenta un aspetto peculiare delle nostre vite, come lavoratori ed esseri umani. La mostra diventa così il diario poetico di materiali, principi filosofici, frammenti di vita e di ricerca antropologica. Se è vero che un tempo l’abito faceva il monaco, ogni pezzo esposto mette in dubbio le nostre certezze di fronte a ciò che vediamo, trovandoci a vagare in una foresta di tessuti, bottoni e cuciture.

[in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura – la mostra rimane aperta fino al 23 aprile 2017, 235 Queens Quay West]


www.harbourfrontcentre.com