Divini Amori, Mortali Passioni

Divini Amori, Mortali Passioni

by Sebastiano Bazzichetto

NAPOLI – Mann non è solo il cognome del famoso scrittore tedesco, autore noto ai più per la sua “Montagna incantata”, è anche l’accattivante acronimo del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. E se quest’estate vi trovate a passeggiare per le vie della splendida città partenopea non potete perdervi la mostra “Amori divini” che resterà aperta fino al 16 ottobre di quest’anno.

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Fulcro tematico dell’esposizione è quello dell’amore e del mito che trovano terreno comune e fertile nelle variegate storie di metamorfosi (dal greco, trasformazione). Il mondo degli dei, felici abitanti del monte Olimpo, ha sempre cercato una corrispondenza sensuale ed erotica sulla terra tra giovani e bei mortali, uomini o donne che fossero, dal rapimento dell’efebico Ganimede da parte di Zeus (in forma di aquila) alla caccia amorosa intentata da Apollo, dio del Sole e della Musica, nei confronti delle grazie della ninfa Dafne, tramutata in alloro (celebre la scultura del Bernini che si ammira presso la Galleria Borghese di Roma).

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Ganymede and the eagle

La mostra al MANN propone pannelli a mosaico, arredi in bronzo e marmo, gemme lavorate e oggetti d’oreficeria, utensili in argento e in altri metalli, pitture e sculture provenienti da Pompei accostati a meravigliose opere d’arte tra il Cinque e l’Ottocento. Circa 80 sono le opere esposte, provenienti dai siti vesuviani e dalla Magna Grecia (granaio dell’impero romano) e da alcuni tra i più prestigiosi musei italiani e stranieri (l’Hermitage, il Louvre, il Getty Museum e l’asburgico Kunsthistorisches).

Attraverso un percorso di capolavori dell’arte antica e di – per citarne alcuni – Bandinelli, Ammannati, Poussin e Tiepolo il visitatore rivive le storie degli amori più o meno felici di Narciso, Ermafrodito, Danae, Io, Ciparisso e molti altri, riscoprendo la fortuna del mito greco fino all’epoca moderna e la presenza, silenziosa ma ineludibile, delle fonti letterarie, principe fra molte “Le Metamorfosi” di Ovidio, poeta di Sulmona. Se l’amore è uno dei sentimenti più umani e il motore primo di tante avventure, è giunto il momento di riscoprire i piaceri degli “amori divini”.

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Satyr and Hermaphroditus


[Museo Archeologico Nazionale di Napoli]

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